Alessandro Spano

Rischi e opportunità dell’intelligenza artificiale

02 ottobre 2019

Alessandro Spano, candidato PLRT al Consiglio nazionale 

La digitalizzazione è inarrestabile ed è sempre più presente nella nostra quotidianità: pensate, ad esempio, all’invio digitale di documenti, ai traduttori online e a programmi d’architettura in 3D, ma anche all’automatizzazione dei processi nelle industrie o alla riduzione della carta per le procedure burocratiche. Addirittura, spesso non ci accorgiamo dei cambiamenti che questo fenomeno provoca, ma li crediamo scontati e ovvi, come le ricerche in Goodle o i suggerimenti di Siri per un ristorante. Ma c’è anche un altro fenomeno in evoluzione, che si chiama trasformazione digitale e che in particolare riguarda l’intelligenza artificiale.

L’intelligenza artificiale può facilitare la nostra quotidianità: pensiamo ai sistemi informatici per identificare malattie gravi che, sommate all’esperienza sul campo dei dottori, creano un sistema di diagnosi davvero efficiente. Ci sono anche robot che assistono gli anziani e gli aiutano nelle faccende quotidiane. L’intelligenza artificiale è anche il futuro del traffico, come la guida autonoma (alcuni test dimostrano che potrebbe ridurre gli incidenti) o i sistemi per gestire il traffico cittadino (a Lugano è previsto un test). L’intelligenza artificiale può quindi facilitare la vita delle persone e creare nuovi posti di lavoro nell’ambito tecnologico: servono però le infrastrutture, come una rete internet che sopporti lo scambio di dati, dei server in grado di immagazzinare i dati in maniera sicura e al riparo da hacker o interruzioni di corrente, ma servono anche le scuole per formare le persone ai nuovi sistemi informatici.

L’intelligenza artificiale può creare anche dei rischi: i robot sostituiranno gli uomini, perderemo diversi posti di lavoro, ci sarà un uso poco etico dei dati, così come il furto dei dati potrebbe farà gola a molte persone. I giovani non saranno formati ai nuovi posti di lavoro che si creeranno, così come i 50enni saranno tagliati fuori dal mercato del lavoro perché non saranno in grado (dal punto di vista tecnico) di gestire le nuove tecnologie.

Ma le soluzioni esistono. Se vogliamo arginare questi rischi – reali – e cogliere le opportunità che l’intelligenza artificiale crea, dobbiamo investire nelle infrastrutture, adattare la pianificazione del territorio e inaugurare le scuole del futuro, che magari oggi sono vuote ma domani saranno piene di giovani pronti a buttarsi in un mondo nuovo e che fa ovviamente paura, ma che è a due passi da noi. Servono anche scuole per la formazione continua dei 50enni, perché se i giovani hanno diritto ai posti di lavoro del futuro, gli over 50 hanno diritto a tenere il proprio posto di lavoro fino alla pensione.

Non facciamo quindi trovare impreparati, rischiando di perdere posti di lavoro e la qualità di vita che il nostro Paese ha saputo creare: a Berna vorrei quindi impegnarmi per i posti di lavoro del futuro dei giovani e per i posti di lavoro degli over 50.