Alessandro Spano

Expo2015: una storia da vivere

19 settembre 2014

Caterina Calzascia, membro di comitato Generazione Giovani Ticino
e Alessandro Spano, vice presidente Giovani Liberali Radicali Ticinesi

Il 28 settembre si avvicina e per il Ticino sarà l’ora di tirare le somme: quanto ci impegneremo per andare a Milano per l’esposizione universale? Quanto vogliamo promuovere il Ticino? Faremo il minimo indispensabile o di più?

L’esposizione universale di Milano è una manifestazione che dura 180 giorni, alla quale parteciperanno 144 paesi, ognuno dei quali presenta uno stand in cui promuovere il proprio paese, a cui si aggiungono 3 organizzazioni internazionali (l’ONU, il CERN e la Commissione Europea).

Come tutti ben sappiamo, EXPO2015 presenta numerosi nei: la mafia, i dubbi sulla regolarità degli appalti, i ritardi ormai cronici sulla fine dei lavori, pesano come macigni sull’evento più importante del prossimo anno. Milano però, non è la prima città ad avere un parto travagliato: anche a Losanna, nel 2002, l’Esposizione universale affrontò diverse prove di coraggio. Nonostante una falsa partenza, budget aumentati e in seguito ridimensionati, nella Svizzera romanda le persone beneficiano ancora oggi di numerose infrastrutture stradali e ferroviarie, oltre al fatto di aver proiettato una regione intera in ogni angolo del mondo.

Con Expo 2015 non costruiremo strade o grattacieli, ma presenteremo il Ticino e il suo territorio a persone che non sanno nemmeno riconoscere la Svizzera su una cartina. Dagli alberghi alla, ristorazione, precisione dagli orologi al patrimonio alpestre, dai prodotti enogastronomici alle attività del terziario. Siamo sicuri che nessun partecipante di Expo farà un giretto nei dintorni di Milano, spingendosi quindi in Ticino? A chi non capita di visitare, quando si va all’estero, anche luoghi attorno alla propria meta principale? Una cifra per capire il potenziale di questa manifestazione: 20 milioni di persone che non rimarranno di certo confinate nel perimetro lombardo.

Il mondo intero è pronto a bussare alla porta della Lombardia per mettere le proprie tende durante i 180 giorni di esposizione. Milano e l’Italia intera, un po’ alla loro maniera, manterranno gli impegni. Come dimenticare Italia ’90, con gli stadi pronti pochi istanti prima del fischio d’inizio... eppure la manifestazione è stata un successone.

Oggi il Canton Ticino è in crisi, sia economica che finanziaria, il Cantone e le aziende hanno sempre meno risorse per investire e come conseguenza abbiamo diverse difficoltà nel rinnovare le nostre strutture (scuole, fabbriche, sedi di aziende, ecc). Noi crediamo che un investitore straniero può portarne un altro e un altro ancora; abbiamo l’occasione - come Cantone - di aprirci una finestra sul mondo intero a due passi da casa, senza grandi sforzi; abbiamo l’occasione di attrarre persone con un bagaglio culturale, un’esperienza e un know-how invidiabili, che possono darci l’opportunità di innovarci ma anche di proporre loro le nostre idee, di investire per un domani di qualità.

Infine, abbiamo l’occasione di riscattarci con il resto della Svizzera: il nostro Ticino è già spesso penalizzato e oggetto di pregiudizi, che figuraccia faremmo con i nostri connazionali d’oltre Gottardo? Inutile recriminare sempre contro i cosiddetti balivi: dobbiamo agire, essere intraprendenti e capaci. Essere presenti sul terreno di persona, metterci la faccia e presentare - con orgoglio - tutte le belle peculiarità del nostro Cantone.

Il 29 settembre vorremmo leggere una storia di coraggio e di buone prospettive per il futuro. Siamo fiduciosi, siamo convinti che la popolazione ticinese saprà decidere con la testa ma soprattutto col cuore, perché quando c’è da lavorare e metterci la faccia noi siamo i primi e non abbiamo paura di farlo. EXPO2015 non è solo soldi e magna-magna. EXPO è la storia di domani tutta da vivere.