Alessandro Spano

In corsa per Berna!

28 giugno 2019

Care e cari liberali-radicali,

10 anni fa mi affacciavo per la prima volta a un evento del Partito liberale radicale. Sono partito - esattamente come i miei nonni nei lontani anni '50 alla volta della Svizzera - con una valigia di cartone vuota. Oggi mi presento a voi, con un sacco da combattimento d'ordinanza che ho cominciato a riempire grazie alla Presidenza del movimento giovanile, ai miei studi e all'attività politica per la Città di Locarno.

Perché un giovane della mia età, che ha gli studi agli sgoccioli, dovrebbe mettersi a disposizione per il Parlamento federale?

  • Innanzitutto perché una democrazia e un partito che vogliono essere rappresentativi, che si dicono pluralisti e che si definiscono liberali devono saper includere e responsabilizzare.
  • Perché sento la politica come un affetto sincero alla storia del nostro Paese, affascinato dalla trama del nostro futuro, cucita tessendo insieme tradizione e innovazione.
  • Perché mi accorgo che il Ticino non solo è una Repubblica, ma si sente anche un Continente a sé: quando invece apparteniamo a una Confederazione che dovrebbe essere molto più al centro dei nostri interessi.

E facendo ancora un passo indietro, cosa significa essere un giovane liberale radicale svizzero?

  • Per me essere un giovane, significa impegnarmi con spirito critico, con la consapevolezza di chi cresce in un Paese che non vive più le certezze dei decenni archiviati come anni d'oro.
  • Per me essere un giovane liberale radicale significa combinare libertà e responsabilità, senza però cedere a soluzioni di comodo o a registri politichesi fumosi.
  • Per me essere un giovane liberale radicale svizzero significa essere consapevole che non riconosceremo più la Svizzera se continueremo a importare modelli che non ci appartengono.

La politica di fronte al cambiamento climatico, alla precarizzazione dell'economia, ai flussi migratori, alle sfide della previdenza. È pensabile questa politica dove gli attori che saranno maggiormente toccati dalla realtà del Paese rimangano alla finestra?

In queste elezioni federali spero che non contino solo le quote rose e le quote verdi, ma anche le quote giovani. Ma lo dico con grandissima umiltà e sobrietà, senza pretese: solo molto impegno, molto spirito di servizio e molto olio di gomito.

Stasera spero di cominciare un viaggio sincero, spontaneo, reale e perché no emozionante.

Se leggo i libri di storia, i fatti, i valori e le persone che hanno reso grande il nostro Paese - tra cui tanti liberali - mi viene la pelle d'oca. Là dentro si racchiude la nostra identità.

Se poi guardo ai prossimi anni e alle sfide che ci attendono, non c'è tempo per guardarsi la pelle che si accappona. Occorre mettersi lo zaino in spalla e marciare insieme agli amici di lista.

A Palazzo federale c'è scritto tutti per uno, uno per tutti. Diamo un senso a questa frase ogni giorno e uguale dove. Segando l'erba alta di un sentiero, migliorando un paragrafo dell'accordo quadro o convincendo uno dopo uno i vicini di casa che la politica ha ancora un senso.

Basta non stare alla finestra.