Alessandro Spano

​Riforma fiscale e sociale: un compromesso frutto dei nostri valori

12 aprile 2018

Una delle caratteristiche che ha reso forte il nostro (bel) paese, è l'arte del compromesso. Da sempre e per sempre, l'atteggiamento dei cittadini-politici è stato improntato all'idea di trovare un punto d'incontro comune per, da un lato, trovare una soluzione che piacesse a tutti e, dall'altro lato, che creasse una pace sociale nel paese. Gli esempi sono più lunghi di una lista della spesa. Si va dal mitico Patto del Grütli alle soluzioni per regolare le questioni religiose durante e dopo la riforma protestante, fino alla Costituzione del 1848.

Questo difficile quanto fondamentale esercizio ha permesso a culture, lingue e storie diverse di coabitare nello stesso territorio senza farsi la guerra.

Tuttavia, la società iper socialdel XXI secolo (e anche un po' iperpolemica) sta mettendo a dura prova questo pilastro. Un po' per influsso della cultura proveniente da sud, un po' perché è sempre più necessario profilarsiall'estremoper poter uscirne vincitore dalla lotta politica. Ed è quello che alcuni, all'estrema sinistra, stanno facendo da un po' di tempo a questa parte rovinando il sistema-Svizzera, fatto di discussioni e di compromessi, ma non di opposizioni ideologiche che prendono a picconate i valori del nostro Paese.

Eppure, in questo caos, la politica cantonale ha dimostrato di cogliere in pieno ancora oggi il valore di un compromesso facendo convergere PS, PLR, PPD e Lega sulla necessità di una riforma fiscale. Da un lato sono state trovate misure fiscali tutt'altro che eccessive, ma ben ponderate, che permettono al Ticino di rimanere competitivo per poter attirare aziende virtuose. Dall'altro lato, invece, per volontà politica ma anche per necessità dei cittadini, sono state abbinate misure a favore della conciliabilità tra famiglia e lavoro. Un bel salto politico in avanti in stile fosburyanorispetto ai pensieri miopi che hanno contraddistinto il nostro territorio fino a poco tempo fa, quando la donna doveva rimanere ai fornelli e tanti saluti alla carriera professionale. Attenzione: ciò non significa che con queste misure possiamo salutare definitivamente i problemi, ma una casa si costruisce mattone su mattone.

Per quanto la riforma fiscale sia poco coraggiosa e serva ancora del lavoro per rendere la fattura delle imposte meno salata per le famiglie che lavorano e per gli alti redditi, per quanto la riforma sociale sia solo un tassello di un puzzle più grande per ricreare una bella e tranquilla qualità di vita nelle famiglie, apprezzo il significato di un compromesso che, in fin dei conti, mette d'accordo tutti. Non un inciucio all'italiana, ma un compromesso svizzero.

Il mio augurio è che il popolo sovranno possa comprendere in toto il significato di questo compromesso, confermando il giusto valore di una soluzione che si trova a metà strada tra due visioni. Una soluzione, quindi, degna dei principi del nostro Paese e che da sempre ci rendono orgogliosi di essere rossocrociati (e non soltanto davanti alle partite di Sommer e compagnia).