Alessandro Spano

Piano della mobilità ciclistica: Locarno Città amica della bici

06 febbraio 2017

MOZIONE

presentata ai sensi dell'art. 67 della Legge Organica Comunale del Canton Ticino
e dell'art. 37 del Regolamento Comunale della Città di Locarno

PIANO DELLA MOBILITÀ CICLISTICA: LOCARNO CITTÀ AMICA DELLA BICI

Onorevole signor Presidente,

il 25 settembre 2012 il Gran Consiglio ha approvato la revisione parziale della legge sulle strade. La responsabilità di pianificare i percorsi ciclabili di interesse regionale (fino a prima di competenza comunale), cantonali e nazionali è assunta dal Cantone, estendendo di fatto le sue competenze in tale ambito (art 43a legge sulle strade). Anche a seguito della decisione del Parlamento, è stata elaborata una scheda di Piano Direttore (scheda M10[1]) che funge da Piano della mobilità ciclistica Cantonale. Inoltre, sempre il Gran Consiglio ha varato nel 2013 un credito a sostegno dei percorsi ciclabili del Locarnese, «attualmente frammentati e discontinui». L'obiettivo «è quello di consolidare la rete ciclabile regionale e offrire a cittadini e turisti una maglia di percorsi ciclabili, sicura ed attrattiva».

Nel merito della tematica, la società di oggi richiede importanti e continui spostamenti fisici, che ci obbliga a compiere movimenti intracomunali e intercomunali. La fluidità della mobilità e la sua pianificazione rivestono quindi un'importanza particolare. Va' però sottolineato, che al giorno d'oggi passiamo molte ore in colonna in automobile, perché il traffico è congestionato; ciò, di conseguenza, causa stress e ritardi, che conducono a un'improduttività spesso importante con conseguenze dirette sul lavoro.

Tra i vari mezzi di trasporto che possono aiutare a risolvere il problema delle colonne e la salute psico-fisica del cittadino, vi è senz'altro la bicicletta. Essa è un mezzo che è ancora poco utilizzato se paragonata all'utilizzo dell'automobile o dei treni; infatti, gli spostamenti effettuati in bicicletta corrispondono al 4.8% di quelli complessivi su scala nazionale, mentre l'1.7% su scala cantonale[2]. Il potenziale di crescita, quindi, è notevole. Per favorire l'utilizzo della bicicletta, occorrono interventi su più ambiti e in particolare bisogna realizzare interventi infrastrutturali e di gestione del traffico mirati e coordinati, integrare la bicicletta nei piani di mobilità scolastica e aziendale e promuovere alla cittadinanza la biciletta come mezzo di trasporto; il tutto integrato nel Piano della mobilità ciclistica comunale o cantonale. Esso è uno strumento pianificatorio già diffuso, ad esempio, a Zurigo e Basilea.

Tramite la loro visione complessiva, permettono di indentificare misure efficaci che influenzano positivamente la pianificazione comunale e i diversi piani regionali dei trasporti. Senza questi piani che hanno il pregio di offrire una visione a 360°, vi è il rischio di «pianificare una serie di interventi puntuali magari tecnicamente corretti ma che, se non coordinati in un quadro complessivo con obiettivi e finalità precise, non incidono sulla scelta della biciletta come mezzo di trasporto[3].

Un esempio concreto di misure poco coordinate tra loro, è l'introduzione del bike sharing. Infatti, da un lato il noleggio di biciclette ha riscosso un grandissimo successo e vi è una grande richiesta da parte della cittadinanza; d'altra parte, mancano ad esempio le strutture per spostarsi dalla stazione FFS di Muralto alla Piazza Grande di Locarno in tutta tranquillità, senza essere immersi nel traffico veicolare separando la mobilità lenta dalla mobilità delle auto.

Il Piano della mobilità ciclistica può contenere misure efficaci e coordinate quali, ad esempio: la creazione di velostazioni sul modello della Città di Olten, la valorizzazione delle zone a 30 km/h o 20 km/h poiché già favoriscono la condivisione della strada tra tutte le forme di mobilità e in particolare quella lenta, la creazione di case avanzate alle fermate obbligatorie, la creazione del senso unico eccetto bici, l'accessibilità alle corsie preferenziali dei bus per le biciclette, la costruzione di aree di sosta sul modella della Città di Zurigo o di Tenero, l'implementazione di una segnaletica diffusa capillarmente sul territorio e precisa nelle sue indicazioni, l'integrazione nei programmi di mobilità scolastica e aziendale della bicicletta, la promozione di una campagna marketing efficace e finalizzata ad evidenziare il risparmio di tempo e denaro in caso di uso della bicicletta tramite una cartellonista, dei “Velokafi" o dei “Velostreife" come successo a Zurigo.

Infine, la presente mozione si inserisce anche nella visione del PALoc 3[4]. Infatti, come scritto nel documento, la nostra rete di mobilità lenta è troppo poco orientata agli spostamenti utilitari, vi è una presenza di lacune nella rete dei percorsi ciclabili locali e discontinua nei punti strategici, un'insufficienza e carenza parcheggi per cicli, e una tendenza all'aumento generale del traffico motorizzato con conseguenti problemi per la mobilità lenta (incremento effetto cesura del traffico motorizzato lungo importanti assi stradali, ecc ecc). Addirittura, nella sezione Schede delle misure[5], il PALoc 3 identifica come proposta concreta per migliorare la fluidità della mobilità lenta la Concezione di un Piano di mobilità lenta di agglomerato; tale misura è di competenza dei Comuni interessati. Ecco quindi che il Piano della mobilità ciclistica comunale costituisce una base di partenza per poi estendere la misura a tutti i Comuni (sulla sorta del lavoro svolto per il bike sharing) poiché le misure proposte sono efficaci solo se inserite in una visione ampia con obiettivi e finalità precise, coordinando tali misure a livello intercomunale.

Sono piccoli provvedimenti concreti alla portata di tutti i Comuni, ma innovativi e soprattutto molto efficaci se coordinati tra loro in un Piano della mobilità ciclistica. Attraverso la creazione di questo strumento pianificatorio, Locarno ha quindi l'occasione di confermarsi Città innovatrice e amica della mobilità lenta; sarebbe anche l'occasione per perfezionare il bike sharing, ottima e valida misura introdotta dalla Città che sta riscuotendo successo.

Per tutti questi motivi, chiediamo al Lodevole Consiglio Comunale:

1. La Mozione «Piano della mobilità ciclistica: Locarno città amica della bici» è accolta: la Città di Locarno si dota di un Piano comunale della mobilità ciclistica.

2. È dato mandato al lodevole Municipio di elaborare una proposta basata sulle linee guida e le misure contenute nella mozione e, più specificatamente, nel documento «Promuovere la mobilità ciclistica urbana in Ticino» dell'associazione Pro Velo Ticino (vedi allegato).

3. Il Municipio s'impegna a stanziare, nell'anno successivo all'accoglimento della presente mozione, un credito per l'allestimento di un Piano comunale della mobilità ciclistica.

A nome del Gruppo PLR,

Alessandro Spano (primo firmatario)

Julia Wolf-Bertoia, Nicola Pini, Orlando Bianchetti, Simone Merlini, Eleonora Pellanda, Marko Antunovic, Loretta Canonica, Gianbeato Vetterli, Paola Ernst, Mauro Silacci, Stefano Lucignano, Giovanni Monotti, Anna Ferriroli, Marco Bosshardt

Allegato: «Promuovere la mobilità ciclistica urbana in Ticino», Pro Velo Ticino, 2015, che trovate qui.

Fonte foto: Ascona-Locarno.ch


[1] Dipartimento del Territorio, Scheda di Piano direttore M10 - mobilità lenta, «www.ti.ch/DT/piano_direttore/schedaM10.pdf»

[2] Pro Velo Ticino, Promuovere la mobilità ciclistaica urbana in Ticino, p.3

[3] Pro Velo Ticino, p. 3

[4] Dipartimento del Territorio, PALoc 3, «www.ti.ch/PALoc3»

[5] Dipartimento del Territorio, PALoc 3 - Schede delel misure, «www.ti.ch/PALoc3-Scheda delle misure», p. 246