Alessandro Spano

​Ospedale universitario cantonale: Ticino protagonista nella politica sanitaria federale

17 gennaio 2017

Alessandro Spano, Presidente Giovani Liberali Radicali Ticinesi

La politica ospedaliera cantonale si trova ad un bivio: da un lato c'è chi sostiene che il Ticino dovrebbe accontentarsi di essere in grado di fornire un'assistenza di prossimità su tutto il territorio per quanto riguarda le cure di base, ricorrendo poi agli ospedali d'oltre Gottardo per quanto riguarda la medicina specializzata; dall'altro lato, c'è chi sostiene che questo non basti.

Certo, AlpTransit potrebbe offrire collegamenti rapidi e sicuri e dunque rendere possibile questo tipo di sinergia tra ospedali. Accettare questa ipotesi minimalista, tuttavia, significa relegare gli ospedali ticinesi al ruolo di gregari. L'alternativa consiste invece nel cercare di diventare un polo d'eccellenza come in passato altri Cantoni hanno fatto. Un passo significativo in questa direzione sarebbe la creazione di un istituto universitario cantonale, al quale dovrebbero essere affidati in esclusiva dall'EOC i mandati per la medicina altamente specializzata, al fine di evitare la dispersione delle risorse. Per la medicina come per numerose altre attività, infatti, è necessario che si raggiunga una certa massa critica per poter operare in maniera efficace ed efficiente.

Bisogna naturalmente tener conto del fatto che il Ticino è una piccola realtà; la realizzazione di questo grande progetto sarà dunque possibile solo unendo le forze. Non si potrà poi evitare la questione dell'ubicazione di questo ospedale unico universitario, che dovrà essere in posizione centrale, tra Bellinzona e Lugano. Numerosi specialisti hanno infatti già dichiarato che nessuna delle strutture ospedaliere attualmente esistenti soddisfano i requisiti necessari, né il problema appare risolvibile con interventi di ampliamento o di ristrutturazione.

È dunque auspicabile che gli ospedali esistenti si concentrino sull'offerta delle cure di base, anche tenendo in considerazione il progressivo invecchiamento della popolazione e la necessità di offrire un servizio capillare sul territorio (cure di prossimità), che rimane invariata. Sarebbe inoltre opportuno riorientare gli investimenti straordinari attualmente previsti nei quattro ospedali principali (Civico, San Giovanni, Beata Vergine e La Carità), in favore del nuovo ospedale cantonale universitario di riferimento, in modo tale che questa nuova struttura disponga di tutti i mezzi necessari per offrire trattamenti altamente specializzati di qualità.

In questo modo, il Canton Ticino potrebbe a tutti gli effetti giocare un ruolo da protagonista nell'ambito della politica ospedaliera federale e diventare padrone del proprio destino. Non lasciamoci sfuggire questa grande opportunittà!