Alessandro Spano

​Abbandono del nucleare: è necessario preparare il terreno

15 novembre 2016

La Svizzera ha deciso di fare a meno del nucleare tramite la «Strategia energetica 2050», che si basa su tre pilastri e dev'essere attuata entro il 2050: sarà necessario aumentare il potenziale dell'idroelettrico, attraverso la costruzione di nuove dighe e il potenziamento di quelle esistenti; bisognerà investire nelle energie rinnovabili quali il solare e l'eolico; infine, sarà necessario promuovere la riduzione dei consumi energetici degli edifici e della mobilità.

L'abbandono del nucleare deve rispettare alcuni criteri, tra cui la garanzia della sicurezza di approvvigionamento. Ciò implica che un abbandono del nucleare può avvenire solo se siano state preparate delle fonti di approvvigionamento energetico alternative. Ciò di cui disponiamo oggi sono l'idroelettrico, l'eolico e il solare, che rappresentano insieme circa il 58% dell'energia prodotta in Svizzera, contro il 40% del nucleare. L'iniziativa per l'abbandono del nucleare prevede la disattivazione di tre delle cinque centrali nucleari già nel 2017, a pochi mesi dall'esito della votazione, e dell'ultima centrale nel 2029. Questo è purtroppo un lasso di tempo che non permette di prendere le misure necessarie per preparare il terreno alla futura svolta energetica del nostro Paese.

Gli scenari per il futuro sono promettenti e tutti noi crediamo nelle energie rinnovabili, ma attenzione a creare incertezze. La «Strategia energetica 2050», che tiene conto di tutti i fattori, si è posta un termine reale e nel pieno rispetto della volontà di abbandonare il nucleare creando certezze. Invece, il testo in votazione il 27 novembre vuole accelerare i tempi senza però proporre soluzioni sostenibili per la sostituzione del nucleare. Per queste ragioni dobbiamo proseguire sulla strada che è già tracciata e votare quindi NO all'iniziativa “Per l'abbandono del nucleare”.