Alessandro Spano

​Garantiamo l'AVS anche ai pensionati di domani: NO all’AVSplus!

16 settembre 2016

La Svizzera ha davanti a sé una sfida importante: mantenere solido il proprio sistema pensionistico a fronte di una speranza di vita nettamente più allungata rispetto al passato e all'entrata in pensione della generazione dei baby boomer. Ovviamente opporsi a chi vuole aumentare le rendite AVS è un suicidio politico, ma è un dovere etico e morale farlo per garantire un futuro a chi verrà dopo. La generazione che oggi governa ha preso in prestito il Paese dai propri figli ed è sua responsabilità lasciare in eredità una nazione migliore di quella che si è trovato. È quello che tanti politici stanno cercando di fare opponendosi all'iniziativa AVSplus.

Il sistema della previdenza deve attutire i colpi strutturali che non stanno risparmiando nessuno. Aumentare quindi le rendite del 10% a tutti è un clamoroso errore che la sinistra è disposta a commettere. Questo aumento - anche ai più facoltosi - sarebbe un vero e proprio boomerang per gli anziani. Questo perché le rendite AVS sono tassabili, mentre le prestazioni complementari sono esentasse; aumentare le rendite AVS avrebbe come automatismo l'effetto di ridurre le complementari, il che significherebbe per molti anziani confrontarsi con un aumento delle imposte, poiché la massa tassabile aumenterebbe del 10%; di conseguenza, molti perderebbero anche il diritto all'esenzione della billag e a tutte altre piccole misure a vero beneficio di chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese.

L'iniziativa, inoltre, è finanziariamente insostenibile: entro il 2030 l'AVS genererà un debito di 7.5 miliardi di franchi - a causa del numero di pensionati che aumentano mentre i lavoratori che pagano i contributi diminuiscono - a cui va sommato il costo di 5.5 miliardi se l'iniziativa AVSplus venisse approvata. Il boom degli anni '70 è lontano anni luce e i soldi per garantire queste iniziative non ci sono più. O meglio, ci sarebbero, ma caricando il costo sulle generazioni future. Questa operazione richiedere un'insensibilità intergenerazionale e un'irresponsabilità nei confronti dei propri figli. Sarebbe quindi la mia generazione a doversi caricare sulle spalle il peso finanziario e sociale di un eventuale aumento del 10% delle rendite AVS. Ciò richiederebbe ancora ulteriori sforzi ad una generazione che non ha potuto beneficiare direttamente del boom economico degli anni '60 e '70 e che - anzi - è e sarà confrontata con sfide globali che metteranno a dura prova la tenuta del sistema-Paese.

Potremo, però, riuscire a superare indenni questo periodo storico particolare solo con riforme strutturali fatte con lungimiranza e saggezza, proprio come quando i nostri avi hanno creato il sistema previdenziale nel '48 con un lampo di genio, improntandolo ad una solidarietà tra generazioni senza rivali. Ed è ciò che il Consigliere federale Alain Berset - insieme a Governo e Parlamento - sta tentando di fare con la riforma Previdenza 2020. Diamo quindi fiducia a lui e a tutta la politica nazionale che stanno lavorando sodo per garantire le rendite AVS oggi e domani. Ma, soprattutto, diamo fiducia alla generazione che governerà domani, ricordandoci sempre che riceviamo il mondo in prestito dai nostri figli ed è nostro dovere lasciarglielo in eredità migliore di come l'abbiamo trovato.

Alessandro Spano, Presidente Giovani Liberali Radicali Ticinesi