Alessandro Spano

​Le prime avventure politiche e… il CECM

02 settembre 2016

Alessandro Spano, Presidente Giovani Liberali Radicali Ticinesi

Ricordo molto bene l'iniziativa «Le pacche sulle spalle non bastano», poiché avevo 16 anni ed era la mia primissima avventura politica. Come non ricordarsi dei sabati mattina in piazza a raccogliere firme, la corsa contro il tempo per raccoglierne il necessario, la conta delle firme e la paura di non farcela, il sollievo e i festeggiamenti per il successo… e la beltrasauna negli uffici del Consigliere di Stato ppdino per ascoltare e discutere la proposta elaborata dal Dipartimento Istituzioni e dal Dipartimento Sanità e Socialità. Nel frattempo sono passati 6 anni e, oggi, la proposta è finalmente sui tavoli del Gran Consiglio.

Lanciata nel 2010, l'iniziativa «Le pacche sulle spalle non bastano» - combinata con una petizione che reclamava il potenziamento delle borse di studio per giovani agli studi - ha raccolto 12'102 firme e chiedeva la realizzazione di un centro di contenimento, detenzione preventiva ed esecuzione pene e misure per adolescenti in difficoltà. Nell'aprile 2015 il Consiglio di Stato, con il traino del DSS e del DI, ha licenziato il messaggio per la costruzione di un Centro Educativo Chiuso per Minorenni ad Arbedo-Castione. Il progetto del Governo prevede otto posti di pronta accoglienza e osservazione per minorenni in crisi che necessitano di aiuto per potersi costruire un futuro e - come richiesto anche dal Magistrato dei minorenni - un posto per l'esecuzione di misure disciplinari e un posto per l'esecuzione delle pene di breve durata (massimo 14 giorni). Misure che oggi non sono utilizzate poiché non vi è la possibilità di attuarle. Il che è grave, perché mina le fondamenta dello Stato di diritto in cui viviamo. Ricordiamo, inoltre, che il diritto penale minorile è basato sul principio della prevenzione e della rieducazione. Tale centro, quindi, costituisce un tassello fondamentale per il diritto penale minorile e per l'aiuto ai giovani in difficoltà, che necessitano di aiuto per potersi costruire e garantire un futuro. Giovani che non possono essere abbandonati a loro stessi. Il movimento giovanile del PLR spera dunque che il Parlamento possa - dopo i dovuti approfondimenti - sostenere la proposta governativa per poter procedere spediti verso la costruzione di un centro necessario e utile per l'aiuto di giovani in difficoltà. In tal caso ribadiamo che ritireremo l'iniziativa popolare, che altrimenti dovrà essere portata al voto davanti ai cittadini.

Condividiamo anche le preoccupazioni del magistrato dei minorenni Reto Medici sul cyberbullismo e sulle insidie dei social network. Per questo motivo, come già inserito nel proprio programma di legislatura, abbiamo chiesto al DECS di attualizzare i programmi scolastici di medie e liceo con dei corsi aggiornati e credibili di “introduzione all'utilizzo di internet”. Siamo sul tema da diverso tempo con workshop, approfondimenti e letture. Sarà quindi una proposta concreta che inseriremo nel documento critico-propositivo che un gruppo di lavoro interno sta preparando sul progetto “La scuola che verrà”: non ci tireremo quindi indietro e, anzi, presenteremo al DECS le nostre proposte per combattere il cyberbullismo e il sexting con programmi mirati nelle scuole.

Noi del movimento giovanile del PLR ci auguriamo di portare a casa questo risultato importante per i giovani in cerca di aiuto il più presto possibile. Insomma, noi come i ragazzi e le ragazze in difficoltà, vogliamo vedere la luce in fondo al tunnel, per lasciare una traccia indelebile nella politica cantonale in favore dei giovani che necessitano di aiuto per potersi costruire e garantire un futuro. Noi ci crediamo e lavoreremo fino all'ultimo per superare anche la votazione finale del Gran Consiglio.