Alessandro Spano

1° agosto: buon compleanno Helvetia!

01 agosto 2016

Carissima Petra, Cari Rocco e Christian, care amiche e cari amici liberali radicali,

il 1. Agosto non è solo una festa fatta di luganighette e falò. Il 1. Agosto è un momento in cui si rende omaggio al proprio Paese, e questo anche interrogandoci sulla vita nazionale e internazionale che stiamo vivendo.
Come Giovani liberali radicali abbiamo a cuore questa riflessione perché si tratta di comprendere e determinare la società di cui rappresentiamo il futuro, ma anche il presente. Per fare questo dobbiamo però avere ben chiaro in testa il passato che ha scavato i solchi nei quali ci troviamo oggi. E per la Svizzera il solco scavato è quello del liberalismo.

Si dice sempre che la storia si ripete, ma spesso (purtroppo) non insegna. Ciclicamente le società vivono crisi e momenti difficili che sembrano non essere superabili. La sfida però è sempre la stessa: rilanciare il Paese. Certo, i problemi di oggi sono differenti da quelli dei nostri nonni e paragonarli sarebbe riduttivo, ma in comune c'è molto e la Storia ci può insegnare tanto. Il primo insegnamento è chiaro: le ricette liberali hanno costruito uno dei migliori Stati al mondo. Non possiamo dunque abbandonare un approccio vincente nei momenti di crisi: il liberalismo è sempre di moda e porta con se molte soluzioni. Occorre semmai apportare dei correttivi perché le idee sono eterne, ma le dinamiche variano a seconda dello spazio e del tempo.

Vi cito un paio di esempi di questo nostro solco liberale, fatto di libertà, responsabilità e giustizia.

A livello nazionale, penso alla Costituzione del 1798, in cui si affermava il potere assoluto della libertà e dei diritti dell'uomo più in generale; e penso anche al Patto Federale del 1815 rafforzando l'autonomia dei cantoni per una migliore autodeterminazione.
Su scala internazionale, invece, penso alla crisi e alla decadenza del diritto all'inizio dell'anno 1000: vi erano infatti troppe leggi, vecchie, inutili e complicate. Come oggi direi. Così ci si è iniziato a codificare un sistema giuridico aperto, dove le leggi regolavano l'essenziale, senza fronzoli. Poche leggi, brevi e comprensibili. È nato il diritto comune e le prime università, i più grandi centri di studio al mondo.

Perché dico questo? Perché ricostruire il mondo di oggi è difficile. Seppur in contesti diversi, qualcuno prima di noi ha già risolto questi problemiattraverso il metodo liberale, facendo uscire un Paese (o un continente) dalla crisi per poter ritornare a crescere.

Affidiamoci quindi – anche con piglio critico – alle ricette liberali, che tanto bene hanno fatto in passato, affinché la Svizzera possa migliorare e migliorarsi.

Noi giovani siamo la generazione Erasmus, siamo quelli con la valigia sempre pronta per viaggiare ai confini del mondo, siamo quelli che hanno il migliore amico gay e quelli del primo presidente americano nero, siamo quelli di Google e quelli della voglia matta di spaccare il mondo. Siamo anche quelli delle zero frontiere ma che faticano ad avventurarsi oltre Gottardo per nuove opportunità di lavoro a differenza dei nostri nonni, che la valigia di cartone l'hanno consumata. Siamo quelli che hanno grandi opportunità e che dovrebbero però sfruttarle fino in fondo.

Il mondo che ci sarà consegnato dai nostri è difficile e con diversi problemi. Noi ci troviamo a dover ricostruirci un mondo sostenibile con la speranza che tra 30 anni le future generazioni possano continuare il lavoro che abbiamo iniziato. Ma il liberale mugugna passivamente? No, il giovane liberale radicale tira su le maniche e lavora. Dall'associazione di volontariato al Consiglio comunale, dalle Sezioni alle stanze dei bottoni. Non basta sperare e credere in un futuro migliore. Bisogna - e noi ci siamo! Anche nei numeri! - lottare e lavorare per il futuro di un paese che merita rispetto, impegno e dedizione. Essere cittadini svizzeri significa essere parte dello sviluppo economico e politico, significa essere attori medesimi delle istituzioni.

Essere cittadini svizzeri significa lottare per un destino comune, fatto di libertà e progresso.

Per amore della Svizzera.