Alessandro Spano

​Visioni o orticelli per il Ticino che verrà?

16 giugno 2016

Alessandro Spano, Presidente Giovani Liberali Radicali Ticinesi

La manovra di risanamento presentata dal Consiglio di Stato di quasi 200 milioni, impone alla classe politica una riflessione a 360 gradi sul Ticino di domani. Fermarsi alla semplice manovra e non guardare oltre, è sintomo di miopia e del malessere della politica. L'evoluzione rapida della società, i cambiamenti tecnologici e le dinamiche internazionali impongono un ragionamento su ampia scala. Oggi in Ticino mancano le visioni che hanno fatto grande la nostra nazione: penso ad esempio alla prima galleria ferroviaria - di vitale importanza per il Ticino - e alla galleria ferroviaria più lunga al mondo - che, chi lo sa, magari ci farà uscire da questo stato di pigrizia e lamentela. Abbiamo bisogno di una visione a 360 gradi che vada oltre la gestione del proprio orticello, ma che includa anche tutti gli orticelli accanto perché, oggi, si parla e si agisce a compartimenti stagni, ma i temi d'attualità sono strettamente collegati l'uno con l'altro.
Visioni che, ad esempio, mancano nella mobilità. Nei prossimi anni le FFS investiranno ben 1.5 miliardi di franchi in infrastrutture in Ticino. La nostra impressione, però, è che questi progetti rischieranno di essere un buco nell'acqua se non saranno accompagnati da una strategia cantonale globale sulla mobilità. Serve costruire un P+R se non posso vedere online se e quanti posteggi sono disponibili? Serve aumentare la quantità dei treni se le coincidenze con i bus non sono garantite? Visioni che in altre parti della Svizzera hanno e che stanno mettendo in pratica da anni. Facciamo solo un esempio: a Losanna si è iniziato a discutere di una metropolitana negli anni '70, concretizzata negli anni '90, finanziata con il debito pubblico, oggi redditizia, che conta due linee (la M1 e la M2 che porta all'Università) e che oggi è in espansione con la M3. À côté di questa visione, il Cantone ha promosso uno sviluppo territoriale che tiene conto dei trasporti pubblici, in armonia con il territorio e che il più ecologico possibile. Pensiamo che oggi, in Ticino, stiamo ore e ore a discutere se i bus devono avere o meno la corsia preferenziale per non essere imbottigliati nel traffico.

Nel merito della manovra di risanamento - come Giovani Liberali Radicali Ticinesi - riteniamo insufficiente la quantità di risparmi, sproporzionata alle nuove entrate. Quindi occorre mettere le mani - o affondarle - nella carne del Cantone. Vogliamo un'amministrazione cantonale snella, dinamica e leggera, per poter lavorare meglio e più velocemente? Bene, allora per uno stato leggero ci vogliono però meno leggi. Non è possibile diminuire di tante unità il personale mantenendo lo stesso numero di leggi, ognuna delle quali crea competenze, costi e burocrazia. Lo sanno bene gli addetti ai lavori: l'ordinamento giuridico attuale è una giungla di norme. Bisogna semplificare! A questo proposito ci teniamo a richiamare l'attenzione sulla schizofrenia parlamentare, con il Gran Consiglio che negli anni ha da un lato chiesto maggiori risparmi e dall'altro votato nuove leggi che necessitano l'assunzione di nuovo personale e che causano nuovi costi. Un esempio clamoroso arriva da una proposta parlamentare di qualche anno fa che chiedeva la creazione di un registro pubblico delle ipoteche legali, che aveva come conseguenza l'obbligo d'assunzione di 80 (!) unità.
Il risanamento finanziario presentato ci assomiglia un po' a quando stiamo scrivendo un articolo per i quotidiani e sforiamo i caratteri a disposizione: comincia così la corsa contro il taglia e incolla di incisi o la sostituzione di parole come particolarmente con in particolare per guadagnare un carattere, quando piuttosto dovremmo riprendere l'intero paragrafo e rivoltarlo come un calzino per guadagnarne 10. Certo, non possiamo avere la botte piena (poche tasse) e la moglie ubriaca (tanti servizi): dobbiamo perciò decidere quali compiti e quali servizi vogliamo che lo Stato finanzi, per rinunciarne ad alcuni ed implementarne degli altri, ma il tutto in funzione non di una contabilità fine a sé stessa, ma di uno sviluppo economico e sociale. Dobbiamo però essere coscienti che a qualcosa dobbiamo pur rinunciare.

Lanciamo quindi un appello a tutta la politica cantonale. Non fermatevi alla manovra di risanamento, andate oltre. Affondate le mani nella carne del Cantone senza paura: lo sviluppo del nostro Cantone passa anche dalla rinuncia ad alcuni servizi per espanderne altri. Non dimenticate nemmeno una revisione della fiscalità: il nostro gettito fiscale è a rischio frane, occorre agire per avere uno strato fiscale solido e un minimo equo. La nostra speranza è che Alptransit possa portare un cambio di mentalità nella politica. Una politica fatta di visioni, di coraggio e di lungimiranza, con un Governo ed un Parlamento che presentano riforme credibili e lungimiranti per gettare le basi per il Ticino di domani, che noi giovani saremo chiamati a governare.