Alessandro Spano

​Solidarietà o guerra fra generazioni?

27 maggio 2016

Alessandro Spano, Presidente Giovani Liberali Radicali Ticinesi

«I fatti non possono essere taciuti: chi oggi è in pensione riscuote una rendita che non può più essere finanziata tramite i capitali che ha accumulato nel corso della sua carriera». «Ogni giovane paga oltre mille franchi ai pensionati: gli specialisti di previdenza parlano di “vero furto delle rendite"». Sono due citazioni da articoli pubblicati nelle ultime due edizioni della SonntagsZeitungs; un giornale al di sopra di ogni sospetto di insensibilità sociale, che ha tuttavia scelto di denunciare in prima pagina - con coraggio e senza mezzi termini - il gravissimo squilibrio generazionale che pesa sul nostro sistema sociale. Uno squilibrio che vede i giovani finanziare in modo occulto gli anziani e che, in poche e semplici parole, rischia di degenerare in una «guerra delle generazioni».

Secondo calcoli del dipartimento previdenza di SwissCanto, solo fra il 2007 e il 2014 i trasferimenti ingiustificati di ricchezza dalle persone attive ai pensionati - definiti senza mezzi termini «un regalo» - ammontano a 18 miliardi di franchi. Questo significa che ogni lavoratore svizzero paga annualmente 1.000 franchi di sovvenzioni occulte agli anziani, per tenere in vita un sistema che, alla prova dei fatti, è finanziariamente ormai insostenibile.

Il problema tocca sostanzialmente tutte le Nazioni industrializzate, e costituisce la più grave minaccia al benessere di chiunque - semplificando un po' - sia nato dopo il 1980. In Ticino, purtroppo, il problema è stato finora sostanzialmente ignorato tanto dalla politica quanto dai mezzi di informazione. Il fatto è che si tratta chiaramente di un argomento molto complesso, poco «sexy» e spinosissimo, che richiede studio e risulta impossibile risolvere con qualche formuletta di facile digeribilità. Per di più, mettere in discussione i privilegi anacronistici concessi ai nostri pensionati è fra le scelte politiche meno paganti che possano essere immaginate; non dimentichiamoci che viviamo in un Paese che vede la propria popolazione - e i propri aventi diritto di voto… - diventare sempre più anziani.

A breve termine, esiste perciò un'unica ricetta: portare questo scandalo fuori dal cono d'ombra nel quale se ne sta ben nascosto, e aumentare la consapevolezza di tutta la popolazione verso uno squilibrio generazionale che rischia davvero di mettere a repentaglio la convivenza fra le diverse fasce della nostra popolazione. Il passo successivo, per chi come me si impegna nella sezione giovanile di un partito, sarà poi cercare di avvicinare il massimo numero possibile di giovani - indipendentemente dal loro colore politico! - al dibattito sul futuro della Svizzera. Di tempo da perdere non ce ne resta molto, anche perché un primo banco di prova ci attende fra pochi mesi: il 25 settembre voteremo infatti sull'iniziativa popolare «AVS plus», che - se approvata - confezionerà un altro regalo alla terza età, finanziato dai giovani.

Oggi più che mai è quindi cruciale riuscire ad attivare la partecipazione politica di chi si affacia alla vita civica. Perché, cari amici quindicenni, ventenni e trentenni, oggi più che mai vale il detto secondo il quale se non saremo noi ad occuparci dello Stato sarà lo Stato a occuparsi di noi - e uno Stato fatto di anziani non deciderà mai contro i propri interessi.