Alessandro Spano

Comitato cantonale PLRT: risanamento finanziario

03 maggio 2016

Caro Presidente,

Care amiche e cari amici liberali radicali,

prendo la parola a nome dei Giovani Liberali Radicali Ticinesi per qualche considerazione (e pure qualche proposta) sulle visioni per il Ticino di domani. Non si tratta qui di richiamare all'ordine il Governo o il Parlamento, ma di chiedere a tutte le Istituzioni competenti di sedersi attorno allo stesso tavolo con i partiti, di parlarsi, se possibile, la stessa lingua e di concretizzare grandi progetti.

Oggi in Ticino mancano le visioni che hanno fatto grande questo paese. Un paese che negli anni l'ha portato a costruire una prima galleria ferroviaria - che ha permesso al Ticino di uscire dalla sua dipendenza dall'agricoltura - e che l'ha portato (anzi, lo sta portando) a costruire la galleria ferroviaria più lunga al mondo - che, chi lo sa, magari ci farà uscire da questo stato di pigrizia e lamentela.

Nel merito della manovra di risanamento, riteniamo insufficiente la quantità dei risparmi, sproporzionata alle nuove entrate. Quindi occorre mettere le mani - o affondarle - nella carne del Cantone. Vogliamo quindi un'amministrazione cantonale snella, dinamica e leggera, per poter lavorare meglio e più velocemente? Bene, allora per uno stato leggero ci vogliono però meno leggi. Non è possibile diminuire di tante unità il personale mantenendo lo stesso numero di leggi. Lo sanno bene gli addetti ai lavori: l'ordinamento giuridico attuale è una giungla di norme, spesso in contraddizione l'una con l'altra, che creano incertezza, compiti e burocrazia. Bisogna semplificare! A questo proposito ci teniamo a richiamare l'attenzione sulla schizofrenia parlamentare, con il Gran Consiglio che negli anni ha da un lato chiesto maggiori risparmi e dall'altro votato nuove leggi che necessitano l'assunzione di nuovo personale e che causano nuovi costi. Faccio un esempio: qualche anno fa una proposta parlamentare chiedeva la creazione di un registro pubblico delle ipoteche legali, che aveva come conseguenza l'obbligo d'assunzione di 80 unità. Poi ci ha pensato il gruppo parlamentare PLR - con Giorgio Galusero in testa - a far cadere il tutto, ma la proposta c'era.

Il risanamento finanziario portato avanti ci assomiglia un po' a quando stiamo scrivendo un articolo per Opinione Liberale e sforiamo i 3'500 caratteri: incomincia così la corsa contro il taglia e incolla di incisi o la sostituzione di parole come particolarmente con in particolare per guadagnare un carattere, quando piuttosto dovremmo riprendere l'intero paragrafo e rivoltarlo come un calzino per guadagnarne 10, di caratteri. Certo, non possiamo avere la botte piena (poche tasse) e la moglie ubriaca (tanti servizi): quello che però possiamo avere è che le tasse siano strategiche e non fine a meri bisogni contabili.

Dicevamo di visioni, appunto. Sono le stesse che mancano ad esempio nella mobilità. Sabato scorso noi di GLRT abbiamo incontrato i massimi dirigenti cantonali delle FFS con cui abbiamo potuto discutere sulla situazione dei treni e più in generale sulla mobilità. Nei prossimi anni le FFS investiranno ben 1.5 miliardi di franchi in infrastrutture in Ticino. La nostra impressione, però, è che questi progetti rischieranno di essere un buco nell'acqua se non saranno accompagnati da una strategia cantonale globale sulla mobilità. Serve costruire un Park and Rail se non posso vedere online se e quanti posteggi sono disponibili? Serve aumentare la quantità dei treni se le coincidenze con i bus non sono garantite?

Visioni che in altre parti della Svizzera hanno e che stanno mettendo in pratica da anni. Facciamo solo un esempio: a Losanna si è iniziati a discutere di una metropolitana negli anni '70, concretizzata negli anni '90, che oggi conta due linee (la M1 e la M2 che porta all'Università) e che è in espansione con la M3, che dovrebbe vedere la luce nei prossimi anni. A côté di questa visione, il Cantone ha promosso uno sviluppo territoriale che tenesse conto dei trasporti pubblici e che fosse il più ecologico possibile. Rendiamoci conto

che oggi, in Ticino, stiamo ore e ore a discutere se i bus devono avere o meno la corsia preferenziale per non essere imbottigliati nel traffico.

Abbiamo bisogno di una visione a 360°: perché non discutere della scuola con un progetto legato alla mobilità cantonale? Perché non parlare di lavoro e mobilità insieme? Perché non discutere di digitalizzazione e mobilità/mercato del lavoro? No, oggi si parla a compartimenti stagni, come se ognuno di questi temi (e ce ne sono tanti altri) non fossero minimamente collegati uno con l'altro.

Per questi motivi, noi chiediamo che il PLRT si carichi sulle spalle la responsabilità di prendere in mano questo Cantone e di condurre lui stesso la manovra di risanamento e, soprattutto, il rilancio economico e sociale di questo bellissimo Cantone. Un Ticino che necessità come il pane di progetti a lungo termine, idee innovative ed uno sguardo rivolto al 2020 e oltre.

Volevo chiudere con una citazione ma invece chiudo con un augurio: che un giorno qualcuno - parlando di rilancio e coraggio di un Paese - citi il Ticino.

Grazie per l'attenzione.