Alessandro Spano

La vitalità delle città fra sceriffi e boccate d'ossigeno

13 marzo 2015

Alessandro Spano e Alessandra Gianella, candidati al Gran Consiglio per il PLRT

Una regione turistica amica dei residenti vive tutto l'anno e non a corrente alternata. E invece nel Locarnese è viviamo momenti sulla cresta dell'onda e altri di calma piatta. Oltre a Moon&Stars, al Festival del Film e a Locarno On Ice, occorre creare una rete di eventi che mantengano vivo il tessuto sociale - dal bambino all'anziano – e, di riflesso, commerciale e economico.

Le manifestazioni centrali del nostro calendario sono un toccasana culturale, economico e sociale. Dobbiamo però combattere tutte quelle micro e macro regole che soffocano tutto quanto potrebbe nascere accanto ai grandi eventi. L'offerta aggregativa deve fiorire 12 mesi all'anno, perché la nostra regione non è una tipica meta stagionale che può spegnersi fuori stagione.

Negli ultimi dieci anni (o forse più), la libertà di aggregarsi in pubblico, di promuovere, di intuire, di proporre, ha subito molte restrizioni. Pensiamo, ad esempio, ai severi limiti ai rumori fonici imposti a livello federale, alla diffidenza verso i grandi schermi per eventi dove tutti si stringono attorno alla Nazionale, al controllo poliziesco delle chiusure dei locali, ai veti a priori per alcuni concerti. Bellinzona, Locarno e Mendrisio sono le capitali di questo atteggiamento rigido, mentre Lugano osa di più, scoprendo che vale la pena tentare.

Non volendo fermarci alle semplici percezioni, abbiamo applicato il famoso principio del “Conoscere per deliberare". Abbiamo incontrato chi è direttamente toccato da questo problema, ovvero i cittadini e gli esercenti locali e albergatori. Abbiamo chiesto loro se la vitalità della regione fosse un nostro tarlo o un nodo da sciogliere. Il nodo c'è, eccome.

Non è soltanto una questione di decibel e programmi serali. È una questione di attitudine verso un futuro che deve offrire vitalità e varietà sia ai residenti sia ai turisti. Occorre anche invertire una pericolosa tendenza: l'invecchiamento del turismo. Che coincide con l'abbandono del Locarnese e del Ticino da parte dei nipoti di chi era affezionato al nostro territorio. Una cifra tanto per gradire l'importanza dell'accoglienza e del ricambio generazionale del turismo: nel 2012 il turismo ha generato una cifra d'affari di 2.7 miliardi di franchi (con il Locarnese in testa). Un turismo che in Ticino ricerca nelle proprie vacanze lo svago e la qualità del proprio tempo libero. Da non sottovalutare, inoltre, l'impatto dei molti turisti che arrivano in Ticino - e nel Locarnese - per dormire nelle proprie residenze secondarie; anche il loro impatto economico non è indifferente.

Una rigida e poliziesca applicazione della legge cantonale sugli esercizi pubblici, alberghieri e ristoranti leva ossigeno alla nostra economia regionale. Una seconda cifra, ancora per gradire: i locali pubblici di tutto il Cantone mantengono circa 30'000 posti di lavoro. È quindi fondamentale che la politica crei delle condizioni quadro interessanti e motivanti, e che l'amministratore locale sia un sostegno e non uno sceriffo. Ordinanze, concessioni, regolamenti e tasse incidono direttamente sull'entusiasmo di chi anima e crea indotto.

Oltre ad un'applicazione ragionevole e concorrenziale delle norme, potremmo concepire una piattaforma funzionante tra Comuni, esercenti, imprenditori ed Ente Turistico, nella quale ci si possa confrontare sulle idee e coordinare al meglio gli eventi e idee. Il parlamento cantonale può concedere maggiore libertà tramite la Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione e i Municipi possono alleggerire le restrizione previste dalle ordinanze municipali, permettendo ai ristoratori di seminare il territorio di spirito d'iniziativa. Dagli imprenditori privati, però, il residente si aspetta qualità e manifestazioni che regalino valore al territorio. Ai cittadini, infine, si richiede di premiare chi si mette in gioco e propone, senza storcere il naso al primo brusio.

Ognuno deve fare la propria parte in questo Ticino che dagli allori dei decenni passati deve ora dirigersi nuovamente verso la pista e decollare verso un futuro migliore.