Alessandro Spano

​Un referendum educativo: basta con il “tassa e spendi!”

15 dicembre 2014

Perché firmare il referendum? Perché la logica del “tassa e spendi” condannerà le future generazioni ad assorbire un debito pubblico sproporzionato a causa dell’incapacità di saper gestire la spesa dello Stato con oculatezza, basandosi sul principio del “buon padre di famiglia”. Se mancano i soldi in famiglia, il figlio non chiederà nuovi soldi al padre per la sua mobilità ma cercherà soluzioni alternative (condividendo l’autovettura, rinunciando al posteggio in centro, utilizzando mezzi pubblici) perché le risorse sono poche e limitate. Al contrario la logica del governo: continuiamo a chiedere “piccoli ed insignificanti contributi” (per alcuni 20 franchi da regalare allo Stato sono una scemenza…) per alimentare nuova burocrazia e progetti fallimentari, quando il privato, oggi, grazie al progresso tecnologico offre già soluzioni all’avanguardia.

Sorrido quando leggo che un sussidio a fondo perso non è un sussidio a pioggia, soprattutto considerando anche la soglia di prezzo di 45'000 franchi! Sicuramente per molte famiglie ticinesi, investire tale somma in un automezzo significano anni di risparmi o, se si sceglie il finanziamento leasing, a sacrifici mensili. Dunque, la soglia di prezzo del sussidio permette anche ad un milionario di sostituire (sic!) l’auto di famiglia accedendo a fondi pubblici senza discriminazione.

Un aumento dall’1% al 5% dell’imposta di circolazione è inoltre una beffa: ricordiamoci che andrà a colpire tutti, dalle motociclette fino agli autobus. Ad oggi lo Stato incassa ben oltre 130 milioni di franchi all’anno dalle imposte di circolazione, che lo stesso TCS (che dovrebbe difendere gli automobilisti) indica sulla sua rivista “tra le più care della Svizzera” (ben del 30-40% più care dei grigioni e 5 volte rispetto al Vallese). Peccato che il reddito medio ticinese occupi invece da anni il penultimo posto della classifica. Sarebbe pertanto logico, prima di richiedere nuovi sacrifici, rivedere come sia speso il gruzzoletto di 130 milioni.

Molti oppositori si sono riempiti la bocca di parole come “irresponsabile”, “diseducativo”, “antiecologico”: giocare con i soldi dei cittadini come fossero soldi del monopoli son capaci tutti, valutare invece a fondo ed in modo oggettivo i risultati di Infovel è doveroso. Coloro che oggi additano GLRT di irresponsabilità, erano gli stessi a capo dei programmi di mobilità: avevano le fette di salame sugli occhi quando si recavano presso la sede di Infovel a Mendrisio (a due passi dal Fox Town) ignorando i posteggi abusivi sorti come funghi prataioli sul nostro territorio? Come mai nessuna denuncia pubblica? O erano forse maggiormente impegnati ad installare colonnine di ricarica negli autosili pubblici procedendo con mandati d’appalto alquanto strani? (A titolo d’esempio, andate a leggere la scheda del progetto RiparTI: ci chiediamo come mai aziende come ABB e ALPIQ, con un’ampia conoscenza internazionale, non siano minimamente considerate quali fornitrici di colonnine di ricarica).

Infine, l’ATA ricorda che - nonostante la città abbia beneficiato per anni di sussidi federali e cantonali per i progetti VEL1, VEL2 e InfoVEL - Mendrisio non è stata in grado “di gestire nella legalità il numero di parcheggi legati alle zone commerciali e industriali e non ha raggiunto nessun risultato rilevante nel campo della mobilità aziendale”. Mi chiedo con che coraggio si voglia oggi aumentare l’imposta di circolazione per dare ancora più risorse a coloro che sulla carta non hanno portato a nessun miglioramento tangibile. Meglio investire le risorse attualmente prelevate ai cittadini-automobilisti in park and ride in rete (in modo che chi scenda dalle Valli possa avere sempre un posteggio garantito presso le stazioni di interscambio) e mezzi pubblici più frequenti (pensiamo al TILO alle ore di punta).

Per tutti questi motivi, vi invito a scaricare il referendum e apporre la vostra firma, per dare un messaggio chiaro a chi governa: basta aumenti delle tasse!