Alessandro Spano

Migliorare, non rivoluzionare!

22 settembre 2014

di Caterina Calzascia, membro comitato Generazione Giovani Ticino
e Alessandro Spano, vice presidente Giovani Liberali Radicali Ticinesi

Ultimo sprint prima della votazione sulla cassa malati unica. In questi mesi abbiamo assistito a un dibattito politico acceso e di alto livello; certo, a volte si è scaduti nel ridicolo sia da una parte che dall’altra, ma tant’è. Nelle prossime righe proveremo a farvi cambiare idea nel caso foste per il “sì”. Partiamo dunque.

Oggi ci si lamenta spesso per la forte invadenza dello Stato nei diversi momenti nella nostra vita quotidiana. Lo Stato deve essere presente nelle cose basilari della nostra società, garantendo quei servizi che altrimenti non vi sarebbero, o andare incontro alle esigenze dei privati; non deve però esagerare, intromettendosi nelle scelte quotidiane di ognuno di noi e opponendosi all’offerta dei privati. Alzi la mano chi non si è mai lamentato per le troppe imposte pagate, per il territorio cosparso di radar, per le multe super salate o per l’inefficienza dell’apparato statale; sareste quindi d’accordo di lasciare che sia lo Stato a scegliere il nostro premio assicurativo? Accettate, quindi, di non aver più la possibilità di regolare la vostra franchigia in base alle vostre esigenze? Si dovrebbe essere un po’ più lineari nel pensiero e non annegare nel contro senso.

La cassa malati unica sarebbe un ingranaggio della macchina statale, un’istituzione centralizzata a Berna: un altro punto a sfavore dell’iniziativa, soprattutto per la popolazione ticinese, già purtroppo abituata a sentirsi poco considerata nelle sue esigenze.

Un altro punto a sfavore di questa iniziativa popolare sono i costi. Già solo per il cambiamento dal vecchio sistema al nuovo servirebbero due miliardi. Aggiungere questa somma ai conti già precari dello Stato non è proprio da persone saggie. Siamo pronti a gestire anche questi?

Abbiamo esempi lampanti dove lo Stato è meno efficiente del privato: ciò è ben visibile nell’ambito economico dove per fare un investimento, le tempistiche di intervento sono alquanto maggiori rispetto all’operato di un privato. Saremo disposti a farci lunghe file per andare dal dottore per una semplice varicella?

Per non parlare poi di come reagiranno i funzionari statali, oggi già sobbarcati da molte problematiche, all’accollarsi un ulteriore bagaglio di lavoro dall’enorme mole. A proposito di sistema sanitario gestito dallo Stato: qualcuno si ricorda dell’Obamacare? Ebbene, la famosa cassa malattia obbligatoria per tutti negli Stati Uniti è interamente gestita dallo Stato e, infatti, sono stati diversi i problemi riscontrati dall’amministrazione Obama prima, durante e dopo l’avvio di tale programma.

Detto questo, siamo perfettamente coscienti del fatto che così com’è oggi non è tutto perfetto. Ma piuttosto che cambiare un intero sistema che causerebbe confusione, perdita di tempo e di denaro, si potrebbe incominciare a migliorare quello attuale, riducendo i costi della sanità creati per esempio dagli abusi, ovvero da quelle persone che vanno dal dottore per ogni starnuto e soprattutto continuando a tenere l’occhio vigile sulla politica affinché le riforme avviate nell’ambito della trasparenza e la vigilanza non svaniscano nel nulla.

Noi siamo dell’idea che non è il caso di un cambiamento così drastico, ma sosteniamo a pieni voti un miglioramento del sistema attuale, che permette pur sempre (non dimentichiamoci di apprezzarlo!) l’accesso a tutti, indipendentemente dalla situazione socio-economica, a cure di ottimo livello, invidiate dagli altri Paesi. Noi non smetteremo di batterci per un miglioramento del sistema, ma il 28 settembre voteremo NO!