Alessandro Spano

​Scassa malati, il dottore e il giovane a confronto

21 settembre 2014

Cognome e nome
Spano Alessandro

Data di nascita
29.09.1993

Professione
Studente di diritto all'Università di Friborgo

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Una sessantina di casse malati che si fanno concorrenza. Il sistema funziona?
Sni. Il sistema attuale non è perfetto e lo sappiamo tutti, ma la qualità offerta resta comunque invidiabile rispetto ad altri paesi. Penso, ad esempio, agli Stati Uniti o all'Italia, dove il livello della sanità è discutibile. In Svizzera, invece, le 60 e più casse malati offrono servizi all'altezza del nome e facendosi concorrenza l'un con l'altra permettono di tenere i premi relativamente bassi. Non solo, la libertà di scelta del sistema attuale è fondamentale: se voglio servizi impeccabili, avrò il premio più alto; mi accontento del minimo indispensabile, avrò il premio più basso.

Cassa malati unica e pubblica, è una buona soluzione?
Assolutamente no! Perché devo perdere la libertà di scelta della cassa malati, per dare la gestione dei miei problemi sanitari allo Stato? Quando scegliamo dove affiliarci, guardiamo sostanzialmente due cose: il premio e la reputazione; la cassa malati mi assicura le prestazioni in caso di malattia o infortunio ed è di conseguenza un “partner di vita" importante, mi devo quindi poter fidare. Con una cassa malati unica e pubblica ciò viene a mancare, poiché non potremo più scegliere di chi fidarci e quanto pagare questa fiducia. Ci fidiamo noi di un unico ente federale? Inoltre, sempre più spesso ci lamentiamo dell'intrusione dello Stato nelle nostre vite; con la cassa malati unica peggioreremo soltanto questa situazione.
Per non parlare dei debiti che essa creerà: basti osservare gli Stati che ne hanno una unica e pubblica. Il sistema attuale permette di evitare debiti, cosa, oggi come oggi, alquanto rara; se la cassa malati dovesse diventare pubblica saremmo, ancora una volta, noi giovani a dover saldare il conto domani.

Con la cassa malati unica ci saranno meno possibilità di adattare la franchigia e il modello assicurativo?
Dipende, se l'iniziativa dovesse passare (cosa che non mi auguro), sarà poi l'Assemblea Federale a scriverne la legge d'applicazione. È un po' come il 9 febbraio: votiamo senza sapere quali saranno le conseguenze, perché non c'è niente di certo. Ora, invece, abbiamo la certezza di avere un sistema che funziona nonostante le falle, le quali, a mio modo di vedere, si possono tappare senza creare troppi danni collaterali.

La cassa malati unica costerà di meno (pubblicità, costi amministrativi, riserve, …) rispetto al sistema attuale?
Direi proprio di no, tutti noi sappiamo perfettamente che la macchina burocratica statale costa di più rispetto al privato ed è sempre più sovraccaricata di compiti, che generano a lungo termine debiti. Dobbiamo snellire l'apparato statale, non gonfiarlo.
Per parlare di cifre concrete: oggi, su 100 franchi di premio, solo 5 sono costi amministrativi. Mi sembrano alquanto sopportabili.

La proposta in votazione rischia di trasformare il sistema sanitario svizzero come la mutua italiana?
A lungo termine sì e non vedo il motivo per cui dovremmo adottare un sistema sanitario che alla popolazione italiana stessa non piace.

L'AVS è pubblica, l'AI è pubblica, l'AD è pubblica, la SUVA è pubblica. Che problema c'è ad avere anche una cassa malati pubblica?
Questi enti fanno sempre più fatica a presentare il pareggio di bilancio, e non è un caso che il PLR Svizzero abbia proprio la stabilità delle assicurazioni sociali tra le priorità di questa legislatura. Anche il PLRT si è chinato sui problemi di questi enti e le prospettive non sono di certo rosee. Infatti, anno dopo anno presentano sempre più deficit (penso ad esempio all'AI), caricando, tanto per cambiare, il tutto sulle spalle della generazione che domani dovrà pagare la fattura salata. Credo proprio che un ulteriore ente che presenti solo deficit non sia di certo la soluzione giusta.

Le casse malati sono divenute il capro espiatorio di un sistema sanitario sempre più costoso, magari anche per colpa dei medici?
Personalmente credo che cercare sempre un colpevole non solo crei ancora più problemi, ma non è quello che una generazione di politici deve fare. Essi devono cercare di arginare i disagi e porvi rimedio analizzando le cause. Il sistema sanitario attuale è sempre più costoso, per diversi motivi : c'è il medico che magari vuole fare un po' il furbo fatturando servizi non erogati, c'è il paziente che per ogni starnuto va dal medico e c'è l'invecchiamento della popolazione, da non sottovalutare; penso anche che le malattie che ci colpiscono sono sempre più gravi e quindi necessitano di cure speciali, che costano. Un miglior stile di vita e una maggior responsabilità individuale sono, a mio modo di vedere, due possibili soluzione per ridurre i costi.

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Pianificazione ospedaliera in Ticino: d'accordo con il “declassamento" degli ospedali di Faido e Acquarossa?
La prossimità delle cure è importante, sia a Lugano città che in Valle di Blenio poiché la popolazione ne ha bisogno: ogni ospedale dell'EOC ha del personale che si affeziona e cura con più piacere i propri pazienti, poiché essi sono persone e non numeri. Centralizzare alcuni servizi speciali (come per esempio per il Cardiocentro) è nel nostro interesse, ma da qui a ridurre degli importanti motori economico-sociali per una valle a poco più di case per anziani è assai diverso. Anche perché questo declassamento potrebbe portare a un impoverimento economico per una valle che (come, parlo per esperienza, nel Locarnese) è sempre meno popolata e meno ricca di know-how.