Alessandro Spano

Edilizia scolastica: costruiamo una nuova scuola

13 giugno 2014

Alessandro Spano, studente e vice presidente GLRT

La scuola è da sempre il luogo in cui i più piccoli e i più grandi ripongono i propri sogni: basti pensare al bambino di 5 anni che sogna di fare l’astronauta, o al 15enne che sogna di diventare falegname come il proprio padre. Un luogo fondamentale, in cui si costruisce il futuro della Società.

Purtroppo però, negli ultimi anni la scuola è stata dimenticata dalla politica, che preferisce dedicare post alle varie Alessia di Cantù o agli scandali di poco conto, che certamente fanno più notizia di un messaggio governativo in aiuto del mercato del lavoro o della scuola.

Oltre al problema dei graffiti sollevato da Giovanni Poloni, vi sono, infatti, diverse strutture scolastiche che necessitano di manutenzione dovuta al deperimento degli stabili. Penso, ad esempio, alla Scuola Cantonale di Commercio di Bellinzona, nella quale ho passato quattro fantastici anni. Attualmente la situazione è preoccupante, con gli allievi costretti ad alternarsi tra la sede principale (in fase di lavori), la “nuova” struttura sul prato adiacente e le baracche (di nome e di fatto) di via Mirasole. Purtroppo questa situazione si protrae da diversi anni e il continuo aumentare di studenti non facilita di certo il lavoro della Direzione della scuola e del Dipartimento. In questi quattro anni a Bellinzona ho potuto constatare con i miei occhi le numerose finestre rotte, i muri crepati e i secchi sul pavimento per contenere l’acqua che penetra dal soffitto. Onestamente, fare lezione - e gli esami di maturità - in queste condizioni, diventa difficile, sia per gli allievi che per i docenti.

È vero, il look non è tutto, e ciò che conta è la qualità (generalmente buona) dell’insegnamento. Sono però convinto che, per i docenti e per gli allievi, lavorare in una struttura moderna e in uno stato accettabile sia senz’altro il miglior incentivo per continuare a lavorare con passione e impegno.

Per non rimanere con un pugno di mosche in mano, qualche proposta è senz’altro il miglior modo per concludere questa riflessione. Per investire nella ricostruzione della Scuola, per avere una Scuola nuova, moderna e che continui a custodire le speranze e i sogni dei giovani, si potrebbe cominciare risparmiando sugli iPad forniti a una classe della SCC: un piccolo segnale, che dimostra che anche noi studenti siamo pronti a fare de sacrifici. Vi sono anche margini di risparmio sulla fornitura delle lavagne interattive, che hanno costi elevati e sfruttamento basso. Non solo, 600'000 franchi di costi amministrativi preventivati nel messaggio sulla mobilità ecologica presentato poco tempo fa mi sembrano inutili; credo profondamente che questa - modesta - somma possa far felici molti direttori delle scuole. Piccole gocce certo, ma che sommate formano, se non il mare, almeno un lago. Capiamo - come GLRT - la delicata situazione finanziaria in cui si trova il Cantone, ma riteniamo che vi sia un buon margine di manovra per investire nella ristrutturazione delle scuole, risparmiando laddove vi sia del superfluo e dello spreco.

È per questi motivi che un messaggio governativo - che poggia il suo sguardo sul lungo periodo - per la ristrutturazione delle Scuole è fondamentale per un nuovo corso. Sono convinto che, nonostante il clima politico attuale, un messaggio sul rilancio della Scuola sarebbe certamente apprezzato molte ma molte più volte che un post al vetriolo sui social network sulle pulizie degli stabili di Banca Stato.