Alessandro Spano

Cari Ministri, è tempo di agire

29 gennaio 2014

Alessandro Spano, vice presidente Giovani Liberali Radicali Ticinesi

I tempi della politica, si sa, sono lunghi. I cambiamenti talvolta semplici necessitano anni per diventare concreti. Quando ci si mette a disposizione per la cosa pubblica è necessario promettersi due cose: di non accettare il fatto compiuto e di fare gli interessi del bene comune.

La situazione finanziaria del nostro Cantone è stretta nella morsa del paradosso: i posti di lavoro crescono, il gettito continua a progredire o per lo meno tiene, mentre la spesa pubblica aumenta.

L’aumento della spesa pubblica cantonale si ripercuote sui Comuni, che - essendo l’ente più vicino al cittadino - devono dunque sacrificare progettualità per contribuire a chiudere i buchi dell'inefficienza (politica) del nostro Governo. Si predica, come nelle liturgie, il dialogo col Cantone: ma ditemi cosa è stato fatto negli ultimi 12 mesi per affrontare il problema della suddivisione dei compiti tra Cantone e Comune? Anzi, le ultime notizie affossano ancora di più il morale degli enti locali, che sembrerebbero doversi sobbarcare ancora maggiori oneri, senza ricevere in cambio onori (si pensi ad esempio all’aumento degli stipendi dei docenti delle scuole elementari deciso da Bellinzona, ma che per l’80% è a carico dei Comuni). Bisogna darsi una mossa: più veloci, più rapidi ed incisivi. I Comuni, vivendo a stretto contatto con i cittadini e i loro bisogni, sanno esattamente dove bisogna intervenire per migliorare la vita quotidiana delle persone, ma non possono farlo, perché a Bellinzona i 5 ministri si rifiutano di rivedere le spese del proprio Dipartimento, manco fosse un feudo da tenersi stretto. Ed è proprio questa mentalità che ha aumentato la spesa pubblica, per non parlare della burocrazia che cresce a vista d’occhio, anche a causa delle miriadi di leggi che il Gran Consiglio approva in ogni seduta, che invece di promuovere uno snellimento della macchina statale - per renderla più efficiente e meno costosa - sembra voglia favorire gli utili di McDonald’s.

Siamo ad un bivio: non possiamo - e come giovani non lo accettiamo - continuare a piangerci addosso. Il dolce far niente non porta altro che a un punto di rottura tra la politica e la popolazione. E il rilancio dei sogni dei giovani, che vogliono sognare e sperare in un futuro degno di questo nome, parte dal Governo, che deve essere pioniere del futuro e non semplice pigro erede del passato. Bisogna agire oggi perché domani sarà troppo tardi, non potremo piangere per non aver avuto una seconda possibilità, quando c’è chi lotta per la prima.

Sentire membri del Governo commentare questa o quella proposta senza agire è triste. Compito di un Ministro, infatti, non è dare giudizi o opinioni, come i professori o gli ospiti dei talk show. Compito dei Ministri è fare le cose. La spesa pubblica si controlla prendendo decisioni anche impopolari: fusioni tra aziende di trasporto pubbliche, fusioni tra aziende industriali, chiusura di alcuni uffici per potenziarne altri, introduzione delle tasse di stazionamento per i grandi generatori di traffico, riduzione dei sussidi di cassa malati (come in parte è stato fatto), pagamento dei contributi AVS da parte dei ministri, giusto per citarne alcune.

Le ambizioni di voler migliorare realmente le condizioni quadro del paese devono essere messe davanti a qualsiasi ambizione personale e di partito. Altrimenti, si stia a casa a guardare affari di famiglia; sicuramente si arrecherebbe meno danno al paese, al contrario che stare a guardare la macchina burocratica spegnere lentamente i sogni dei cittadini.