Alessandro Spano

​Sgravi: un no responsabile

27 febbraio 2013

Il prossimo 3 marzo saremo chiamati alle urne per esprimere il nostro parere a proposito dell’iniziativa leghista sugli sgravi fiscali; uno strumento senz’altro condivisibile, ma non in questo caso (viste le sue caratteristiche) e, soprattutto, non in questo particolare momento. Vediamo perché.

Innanzitutto bisogna premettere che il Ticino è già un Cantone con una politica e delle aliquote molto sociali. A titolo di esempio, il 3% dei contribuenti genera circa un terzo del gettito per le persone fisiche e addirittura l’80% del gettito per le persone giuridiche. Inoltre, per la fascia di reddito tra i 40'000 e i 125'000 franchi, il Ticino è tra i Cantoni più attrattivi di tutta la Svizzera ed è quello che a livello nazionale concede un numero notevole di deduzioni sociali; ciò alleggerisce ulteriormente il carico fiscale dei cittadini. Secondariamente, la moda del populismo è arrivata anche da noi, tanto da pretendere maggiori servizi in favore di tutto e tutti (ad esempio maggiori sussidi per la cassa malattia, ingenti investimenti nella scuola, ecc. ecc.) e meno imposte per la cittadinanza. Ciò, oltre a non essere logico, è anche controproducente, poiché aumenta in maniera esponenziale il debito pubblico ; deficit che tra l’altro saranno i giovani d’oggi a dover pagare domani. È impossibile che con un gettito minore il Cantone possa spendere di più.

Detto questo - entrando nel concreto - votare sì all'iniziativa sugli sgravi fiscali porterebbe - per certe fasce di reddito - ad avere in sede di riscossione delle imposte costi amministrativi ben superiori all’introito fiscale ; ad esempio vi saranno contribuenti che dovranno pagare imposte per soli 5 franchi, quando il limite minimo per il prelievo è fissato a 20 franchi (articolo 243a Legge Tributaria). Un altro problema che si verrebbe a creare è la diminuzione di 20 milioni di franchi delle imposte alla fonte a causa dell’articolo 106 della LT ; ciò significa una diminuzione delle imposte per i frontalieri. Oltre al minor gettito per Cantone e Comuni notiamo anche la contraddizione degli iniziativisti : infatti, se è loro dichiarata intenzione di aumentare le imposte ai frontalieri, con la loro iniziativa in realtà li sgravano, e non di poco.

Ci sarebbe anche un aumento fino al 10% per alcuni scaglioni della classe media, quando, in tutto il mondo (Obama in primis) si cerca di salvaguardare tale classe sociale.

Da ultimo, fino a qualche mese fa i promotori chiedevano al Cantone - insieme a PLR e PPD - risparmi per 50 milioni, mentre ora chiedono - senza PLR e PPD - ulteriori spese per 191 milioni sempre al Cantone e per 150 milioni ai Comuni.

Se vogliamo però a tutti i costi degli sgravi fiscali, bisogna risparmiare riducendo la spesa pubblica. Dove? Ad esempio tagliando i vari crediti quadro (l’ultimo approvato nella seduta di Gran Consiglio appena terminata) fortemente voluti dal Dipartimento del Territorio (che è in mani leghiste), che superano la soglia dei 50 milioni in favore di piste ciclabili nel Luganese e nel Mendrisiotto ; guarda caso laddove vi saranno le elezioni comunali in aprile. Insomma, un bel gruzzoletto che si sarebbe potuto risparmiare in favore di sgravi fiscali – ponderati e mirati – o di qualche altro dipartimento (ad esempio la tanto acclamata scuola).

Votate NO e statene certi che i giovani vi ringrazieranno.