Alessandro Spano

​Tutti contro Laura

14 febbraio 2012

Ci risiamo. Nuova legislatura, vecchie abitudini. Ancora una volta Giuliano Bignasca e il suo movimento ornano il Ticino con i loro diktat e i loro metodi - mi si consenta - incivili. La Lega non accetta diktat, ma li fa; la Lega si batte per esprimere la sua opinione, ma rifiuta quella degli altri.

Non accettare il Preventivo 2012 è legittimo se con esso si portano nuove soluzioni e proposte, ma è inaccettabile - e come studente e 18enne elettore non lo tollero - che si critichi in maniera aspra, cattiva e minacciosa una persona che svolge il compito affidatole dai cittadini, senza peraltro dire cosa loro avrebbero fatto al suo posto. Giuliano Bignasca e il suo movimento hanno dimostrato per l'ennesima volta di essere incoerenti: chiedono le dimissioni della direttrice del DFE Laura Sadis, cioè proprio colei che dirige quel dipartimento tanto aspirato a parole quanto - alla fine dei conti – di fatto non assunto dai leghisti a inizio legislatura. Sogno o son desto che si ha il coraggio di chiedere le dimissioni di colei che, dando lei sì prova di responsabilità, ha assunto la direzione di un dipartimento giudicato “troppo critico" da coloro che vogliono le dimissioni?

Analizziamo ora - nel limite del possibile - la situazione economia e finanziaria mondiale e soprattutto ticinese. Tutti i maggiori Stati dell'Unione Europea e gli Stati Uniti d'America stanno facendo il possibile per mettere un freno al loro indebitamento – cosa che è stata proposta anche in Ticino con il Piano Finanziario 2012-20125 – a scapito di quella teoria economica che - John Maynard Keynes insegna - in un periodo di crisi necessita dell'incremento di debiti, proprio per rilanciarla. Credo in questa teoria, ma a un patto: che non porti all'indebitamento eccessivo degli Stati, che altrimenti vedrebbero compromessa propria quell'importante capacità di agire quando necessario. Infatti indebitarsi oggi vuol dire farlo pagare a noi giovani domani; la nostra realtà è piccola e non possiamo investire alla pari degli Stati Europei. La crisi economica inoltre, a cui il Ticino deve far fronte è dovuta all'economia mondiale. Nonostante questo però, il Cantone ha agito tempestivamente, bene e in modo mirato. Dapprima con il Pacchetto Anticrisi del 2009 (uno dei primi ad essere elaborato in Svizzera e uno dei più sostanziosi) e in seguito con altre misure anch'esse efficaci. Un esempio? Il messaggio governativo numero 6553 che prevede i seguenti punti (da LaRegioneTicino di venerdì 16 dicembre 2011, pagina 4):

  • Indennità per lavoro ridotto: misura federale applicata “con particolare attenzione";
  • 20 milioni per crediti alle aziende: creato fondo di 20mio (fideiussione statale per un terzo) per crediti alle imprese d'export che investono in nuovi progetti;
  • Partecipazione a fiere: raddoppiato a 1milione l'importo annuo per la partecipazione delle aziende a fiere specialistiche.
  • Promozione all'estero: copertura del 50% dei costi di consulenza Osec sull'export;
  • Accesso alla ricerca: partecipazione alle spese delle aziende che seguono progetti della Commissione federale per la promozione dell'innovazione;
  • Turismo - Programma d'impulso: 550mila franchi per partecipare al programma di Svizzera turismo e facilitazioni per i turisti. Rimborso dei prestiti agli operatori rinviato a scadenza del contratto;
  • Deduzioni fiscali su investimenti: ammortamenti accelerati (tasso doppio) anche nell'anno successivo all'investimento;
  • Accantonamenti per ricerca: le aziende potranno accantonare fondi per mandati di ricerca e sviluppo da affidare a terzi.

Inoltre, la maggior parte di queste misure non incideranno sul Consuntivo 2012 del Canton Ticino, essendo i fondi provenienti dalla Confederazione e da altri enti. Bisogna anche dire che vanno fatti i passi secondo la propria gamba: come detto precedentemente aumentare il debito pubblico è pericoloso sia per le generazioni future (la mia) che per gli Stati (il nostro). E in questa cosa i Paesi Europei dovrebbero insegnarci qualcosa.

Comprendo comunque, che fare l'unanimità è poco costruttivo per i cittadini e quasi impossibile e in ogni caso ogni persona è libera di pensare ciò che vuole, ma, sottolineo, nel pieno rispetto per le idee altrui. Finisco citando un grande personaggio come John Fitzgerald Kennedy: “Gli uomini vincenti trovano sempre una strada... i perdenti una scusa".