Alessandro Spano

U​n bel dibattito tra i 5 candidati

14 novembre 2011

Mercoledì 9 novembre, ho assistito, insieme ai miei compagni, al dibattito alla Scuola Cantonale di Commercio con i candidati al Consiglio degli Stati, il quale mi ha fornito diversi spunti di riflessione che voglio condividere con voi.

Il primo fatto, oggettivo, è la qualità dei nostri candidati; da Fabio Abate a Franco Cavalli, da Filippo Lombardi a Germano Mattei per finire con Sergio Morisoli. Tutti, evidentemente, molto preparati e invogliati nell’esporre a noi giovani tutti i loro buoni propositi. Inoltre, cosa tutt’altro che scontata, il linguaggio dei candidati era molto comprensibile e nulla aveva a che fare con il “politichese”, quella lingua tanto complicata quanto distante dal gergo giovanile. I cinque candidati hanno saputo, attraverso esempi concreti e semplici (soprattutto Fabio Abate), esporre le loro idee e farsi capire con il loro giovane pubblico.

Il secondo spunto di riflessione riguarda Sergio Morisoli. Sono rimasto stupito quando il candidato di Lega-UDC-Indipendenti ha difeso i flussi migratori definendoli conformi al diritto naturale, poiché ognuno ha il diritto di spostarsi per cercare il benessere (per onor di cronaca va anche aggiunto che ha affermato di accettare tali flussi, ma bisognerebbe allo stesso tempo limitare l’entrata di stranieri). Quello che non riesco a comprendere è la seguente questione: come mai il signor Morisoli difende i flussi migratori, pur essendo un candidato che rappresenta i due partiti che mettono l’accento della loro politica sulle lotte – spesso qualunquiste – contro asilanti, profughi e frontalieri? È solo una questione di opportunità (essendo lui favorevole al finanziamento da parte dello Stato delle scuole private popolate, per la maggior parte, da docenti frontalieri come, ad esempio, l’Istituto Sant’Anna di Lugano con oltre il 70% di docenti frontalieri), oppure la maglia del suo (terzo) partito non gli calza tanto bene? Il problema dell’immigrazione è reale e tutt’altro che populista e va risolto al più presto, ma cercando di essere coerenti con sé stessi e con l’elettorato.

Il terzo e ultimo spunto di riflessione è l’utilità di questi dibattiti nelle scuole. Se questi sono condotti brillantemente dal moderatore e la qualità dei relatori è alta, ben vengano questi incontri. Inoltre, questi eventi permettono ai giovani di incontrare i politici e porre loro delle domande, dalle quali si esigono delle risposte dirette. Forse, però, questi dibattiti andrebbero aumentati di quantità e alleggeriti di temi, così da poter discutere in modo più approfondito sulle questioni, evitando di limitarsi a semplici sorvoli. Dunque, sarebbe bello poter incontrare i politici anche dopo le elezioni e non solo in tempo di campagna elettorale (evitando, tra l’altro, il rischio di risposte elettoralistiche e quindi un po’ opportunistiche).

Mi sia permesso un ulteriore spunto. Fabio Abate ha dimostrato per l’ennesima volta di essere estremamente competente su tutti i temi e di conoscere perfettamente il funzionamento dei giochi e delle regole della politica federale; inutile girare intorno alla torta: Fabio Abate merita di rimanere sotto la Cupola di Palazzo Federale per il bene dell’intero paese.